martedì 10 maggio 2011

Lo vedi ecco il Vinitaly - parte 2

Il briefing della sera prima ci aveva fatto pianificare un percorso anti sbronza che avesse anche un senso culturale e così si è cominciato dallo stand della Lombardia alla scoperta del franciacorta, con 3 assaggi e qualche spiegazione ricevuta su abbinamenti e tecniche di lavorazione. La riflessione sulla inopportunità di continuare su questo ritmo per evitare di terminare la nostra gita entro un'ora ci porta a fare visita allo stand della nostra regione, per vedere se c'è qualche faccia conosciuta e la cosa più evidente è la differenza di budget a disposizione con la lombardia, un paragone potrebbe essere la sagra della patata e l'heinenek jammin festival, il che rendeva anche meno appetibili i prodotti esposti, dopo qualche anno di gloria non è più presente lo stand del casavecchia di pontelatone ma il vino era comunque presente e così, incuriositi abbiamo chiesto informazioni ad un altro produttore che per farci notare le differenze ci ha gentilmente offerto 2 assaggi (... e noi che stavamo in pausa)!?!?!?! Piccola sosta con panino ed acqua e il giro degli stand prosegue toccando le regioni Veneto assaggiando il soave e prosecchi vari, la toscana con il brunello e il chianti, il piemonte con il nebbiolo il barolo e il dolcetto, la sardegna con il carignano del sulcis e il trentino con un teroldego. L'aspetto culturale emerso è soprattutto nei gusti personali in quanto personalmente preferisco vini più strutturati mentre il mio amico Michele era più soddisfatto con i vini giovani e poco aromatici. Non potendo fare acquisti e non essendo giornata di saccheggio (il lunedi quando si smonta la fiera c'è il rito della razzia delle bottiglie rimaste in giro), torniamo a casa con i polpacci distrutti ma con la soddisfazione di aver assaggiato qualche vino finora sconosciuto e con la consapevolezza di nuovi sapori. Un consiglio? Almeno una volta nella vita occorre provare, anche se non si è esperti di vini.... anzi direi soprattutto in questo caso.

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